La Partenza

Le regate per imbarcazioni a vela latina stanno riscuotendo negli ultimi anni un successo sempre maggiore. Sulla scia dell'ormai classica manifestazione di Stintino, numerose altre località rivierasche, e non solo in Sardegna, organizzano regate seguite con interesse dagli appassionati.


Per parteciparvi non occorre essere campioni di vela. E' sufficiente avere una barca, un equipaggio, iscriversi dichiarando le misure della propria imbarcazione (pochi dati molto semplici da rilevare), e presentarsi alla partenza.


Probabilmente la chiave del successo di queste gare risiede proprio nelle poche formalità necessarie per parteciparvi e nel fatto che si tende a valorizzare l'aspetto folcloristico della manifestazione almeno quanto quello sportivo.


Insomma, mentre la vela agonistica, almeno ai maggiori livelli, diventa sempre più un appannaggio esclusivo dei professionisti, il mondo della vela latina resta (o dovrebbe restare) a portata dei dilettanti, sia per quanto riguarda la partecipazione alle regate vere e proprie, sia per tutte quelle attività, per molti altrettanto interessanti, che consistono nella preparazione e nel perfezionamento della barca.


Con questo non si creda che le regate di vela latina manchino di competitività. Ci sono equipaggi agguerritissimi che si contendono le prime posizioni "con il coltello tra i denti", non solo in mare ma anche a tavolino, dando non poco lavoro ai comitati per le proteste.


Spesso la maggiore difficoltà incontrata dagli organizzatori è proprio quella di conciliare le esigenze degli "agguerriti" che guardano solo al risultato sportivo, polemizzando su regolamenti e metodi di compenso, con quelle di chi è interessato invece più all'aspetto festoso della manifestazione e che vede nella regata un occasione per socializzare o magari per mostrare la propria barca, restaurata con cura e con passione.


 


LA PARTENZA


In qualsiasi regata velica, la fase di prepartenza e partenza è smpre la più critica. L'affollamento di tutti i concorrenti in un area ristretta, la necessità di seguire con attenzione i segnali della giuria e lo scorrere del tempo, il desiderio di far di tutto per partire da una buona posizione, richiedono da parte del timoniere e dell'equipaggio una notevole capacità di concentrazione e coordinazione.


Nelle regate a vela latina queste difficoltà sono ulteriormente esaltate dalle particolari caratteristiche delle imbarcazioni.


Queste barche infatti, proprio per la conformazione dello scafo, privo di appendici, hanno una manovrabilità molto inferiore rispetto ad una moderna imbarcazione da regata. Per eseguire una virata o una strambata occorrono tempi molto più lunghi (anche 10 volte più lunghi) e spazi molto più ampi.


Chi è abituato a regatare con imbarcazioni moderne, deve stare ancora più attento perché può essere portato a sopravalutare le capacità di manovra della barca.


Si deve tener presente inoltre che la presenza dello spigone rende


potenzialmente molto più pericolosi gli eventuali abbordi, perché questa prolunga invade la coperta della barca speronata, rischiando seriamente di ferire le persone, oltre che danneggiare lo scafo.


Da tutte queste considerazioni appare evidente che l'attenzione principale nelle fasi di prepartenza e partenza (ma anche durante tutta la regata) deve essere rivolta a prevenire ed evitare incidenti.


Occorre quindi mantenere posizioni e distanze che consentano di manovrare e tenere gli occhi ben aperti. In particolare, poiché spesso le vele nascondono una parte della visuale al timoniere, vi deve essere sempre qualcuno dell'equipaggio che tiene d'occhio il tratto di mare sottovento, segnalando per tempo e con precisione gli eventuali rischi di collisione. Non è raro infatti il caso in cui un membro dell'equipaggio avverte il timoniere della presenza di un ostacolo ma, dandogli delle indicazioni poco precise, lo induce alla manovra opposta rispetto a quella che sarebbe necessaria.


Naturalmente le regole del diritto di rotta vanno rispettate con la massima correttezza, ma anche con una certa dose di buon senso: infatti è inutile, in situazioni difficili, pretendere ostinatamente il proprio diritto di rotta fino ad arrivare alla collisione, quando appare evidente che l'altra barca non è obiettivamente in grado di manovrare per cederlo. Un tale comportamento del resto, è sancito anche dal regolamento di regata.


Ulteriori problemi nascono quando quando la linea di partenza, anziché essere al vento come d'uso, viene disposta in modo che le barche la attraversino con un andatura al lasco o addirittura in poppa. A volte infatti, i comitati organizzatori di regate a vela latina dispongono la linea in questo modo con l'intento di facilitare la partenza agli equipaggi meno esperti.


A mio avviso si tratta di una scelta pericolosa. Se infatti è vero che è più facile raggiungere la linea di partenza quando questa si trova sottovento anziché al vento, è anche vero che in bolina le barche navigano ad una velocità inferiore ed è sempre possibile rallentarle o fermarle allascando le vele, cosa che invece risulta molto più difficile alle andature portanti.


Nelle partenze al lasco o in poppa, specie se il vento è sostenuto, avviene spesso che gli equipaggi meno esperti arrivino a gran velocità da sopravvento (e quindi senza diritto di rotta) addosso a quelli che hanno rallentato per evitare una partenza anticipata, creando scompiglio ed aumentando il rischio di incidenti.

Il Bordeggio

In qualsiasi regata, i lati del percorso in cui si naviga di bolina sono quelli più importanti, in cui spesso si decidono le sorti della gara, sia perché normalmente impegnano la maggior parte del tempo necessario per l'intera regata, ma sopratutto perché, essendo necessario un bordeggio, la scelta della rotta da seguire, a causa delle diverse condizioni di vento e corrente che si verificano in diverse zone e in diversi momenti nel campo di regata, risulta di primaria importanza nel determinare la posizione d'arrivo alla boa.


Lungi dall'idea di scrivere un trattato sulla miglior tattica per il bordeggio (non ne sarei in grado, e del resto esistono testi autorevolissimi che trattano l'argomento in modo approfondito e completo), desidero invece evidenziare quelle particolarità delle barche a vela latina da tenere ben presenti in questa fase della regata, specialmente per chi è abituato ad altri tipi di barche, e che si possono riassumere essenzialmente in due considerazioni fondamentali: non sottovalutare lo scarroccio, e non sottovalutare il tempo necessario a compiere una virata.


Oltre che nella determinazione del più conveniente angolo di bolina, come già detto nel capitolo relativo alle andature, la valutazione dello scarroccio è molto importante nella scelta della rotta da seguire per l'ultimo lato di avvicinamento alla boa. Una stima troppo ottimistica, in questo caso porta al mancato raggiungimento della boa ed alla necessità di virare due volte in più accumulando un ritardo difficilmente recuperabile e assolutamente non paragonabile con il leggero svantaggio che può essere determinato da una scelta troppo prudente. A questo proposito si tenga presente che in condizioni di vento debole ed in presenza di onde lo scarroccio normalmente aumenta.


Per quanto riguarda le virate si deve tener presente che per compiere una virata completa, una barca a vela latina impiega circa 30-40 secondi ed anche più, se di grandi dimensioni. Un tempo spropositato se confrantato con gli 1-2 secondi necessari per una moderna deriva o con i 3-4 che occorrono ad un'imbarcazione per regate d'altura.


Alla velocità di 4 nodi ad esempio, 30 secondi corrispondono ad un percorso di circa 60 metri; se poi a questo ritardo si aggiunge il tempo necessario per riprendere l'abbrivio perduto, si comprende come ogni virata può costare uno svantaggio calcolabile in 10-15 lunghezze di barca ed anche più.


Tutto ciò naturalmente deve essere preso bene in considerazione nel valutare l'opportunità di scegliere un percorso che comporti un maggior numero totale di virate.

I Lati Ad Andatura Portante

In genere i lati ad andatura portante non presentano eccessive difficoltà e la condotta di un'imbarcazione a vela latina non si differenzia di molto da quella di qualsiasi altra barca a vela: si regolano le vele e si dirige verso la boa cercando di mantenersi liberi dalle coperture degli avversari e di compiere il tragitto più breve, oppure quello che si ritiene più conveniente in base alla direzione ed all'intensità del vento e della corrente nelle diverse zone del campo di regata.


Nei lati in poppa, spesso si presenta al velista il probleme se sia più conveniente procedere in linea retta, oppure bordeggiare sfruttando la maggiore velocità sviluppata alle andature di gran lasco, rispetto alla poppa piena.


Il diagramma polare della velocità in direzione del vento di una barca a vela latina normalmente presenta il massimo nella direzione 180°: in parole povere questo significa che la rotta diretta, a parità di altre condizioni, risulta essere la più conveniente. Questo però è vero a patto che si utilizzi l'intera superficie velica, cioè si disponga dell'attrezzatura (palo e relative manovre) necessaria per disporre il fiocco fuori dalla copertura della maestra. I vantaggi derivanti dall'utilizzo del palo sono duplici: infatti, come già detto, oltre all'aumento netto di superficie velica esposta al vento che si traduce in un proporzionale aumento di forza motrice, si ha un migliore equilibrio direzionale con conseguente riduzione dell'azione frenante esercitata dalla pala del timone.