Le Manovre Fisse

Sartie, stralli.

23/12/2012

Sui gozzi da pesca, ed in genere sulle imbarcazioni a vela latina di lunghezza fino a 7-8 metri, in origine non c'erano sartie nè stralli.

Sia per l'estrema semplicità ed economia che caratterizzava tutta l'attrezzatura di queste barche, sia probabilmente per un motivo di sicurezza. L'albero senza sartie infatti, pur essendo normalmente in grado di sostenere lo sforzo dovuto alla pressione del vento sulle vele, funziona da valvola di sicurezza, spezzandosi quando questo sforzo per qualsiasi ragione diventa eccessivo. In pratica, si preferiva rischiare la rottura dell'albero piuttosto che una scuffia, evento assai più grave perché avrebbe determinato quasi sicuramente l'affondamento della barca, carica com'era di zavorra, reti da pesca e attrezzature varie.

Sulle imbarcazioni più grandi (battelli, leudi, tartane, etc.), le maggiori sollecitazioni rendevano invece necessario l'utilizzo di sartie per l'albero e talvolta anche di briglia e venti per il bompresso. Le sartie, di solito una o due per lato, ben acquartierate verso poppa, erano sempre di tipo volante: erano dotate ciascuna di un paranco per metterle in tensione e di un gancio che permetteva di cambiarne rapidamente la posizione.

I leudi ad esempio avevano in genere due sartie e tre lande per ciascun lato, di cui una nettamente spostata verso poppa: a seconda dell'andatura si sceglieva su quali delle tre lande posizionare le sartie.

Oggi, tra le barche a vela latina che partecipano alle regate, si vedono molte manovre fisse anche su piccole barche. La loro presenza è giustificata dal fatto che si vuol mantenere più rigida l'attrezzatura (spesso sovradimensionata) per ottenere migliori prestazioni dalle vele.

A mio avviso comunque, una coppia di sartie volanti ben acquartierate e una briglia allo spigone sono più che sufficienti, su una piccola barca, per ridurre la catenaria del fiocco.

Un maggior numero di manovre fisse risultano più d'impiccio che altro.