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Virata in Prua
 
 

Chi è abituato alle barche a vela moderne, con deriva e timone separato, sa che una virata in prua è una manovra molto rapida, tanto che, se il timoniere è troppo veloce nell'eseguirla, l'equipaggio spesso è in ritardo nel mettere a segno le vele sulle nuove mure.

Molto diversa è la situazione con la vela latina. Lo scafo a chiglia lunga è assai più lento nell'evoluzione, e la necessità di superare un angolo morto più ampio, non fa che aumentare la difficoltà.

La virata in prua deve perciò essere eseguita con attenzione, aiutando il timone con l'azione coordinata delle vele, ricordando che la vela maestra fa orzare la barca, mentre il fiocco tende a farla poggiare.

Perché la manovra riesca bene, è oppurtuno partire da un'andatura di bolina. Quindi se si vuol compiere una virata partendo dal traverso, è meglio prima percorrere qualche metro in bolina mettendo a segno le vele ed abbriviando la barca in questa andatura.

Il momento in cui iniziare la manovra va scelto opportunamente quando la barca è in piena velocità. Se il vento cala all'improvviso, conviene virare immediatamente, prima che la barca perda l'abbrivio; se invece arriva una raffica, conviene aspettare che la barca abbia preso velocità e che la raffica si esaurisca, prima di iniziare la virata.

All'inizio della manovra il timoniere porterà la barra sottovento, scavalcando la scotta della maestra (senza esagerare con l'angolo di barra, altrimenti la pala diventa un freno), e quasi contemporaneamente la scotta stessa verrà cazzata a ferro, in modo che la vela porti fino all'ultimo. Il fiocco invece, non appena fileggia si farà prendere a collo tenendolo ben piatto, in modo da creare una portanza capace di spostare la prua verso la nuova direzione, frenando il meno possibile l'avanzamento. Solo quando la maestra ha preso il vento sulle nuove mure, il fiocco si passa sull'altro lato, cazzandolo immediatamente per evitare che la barca vada di nuovo all'orza.

Infine, man mano che si riacquista velocità, la scotta di maestra, che, appena passato il letto del vento era stata nuovamente allascata, viene rimessa gradualmente a segno, e si riprende la navigazione sulle nuove mure. [disegno 9]

In genere, se la barca ha un piano velico proporzionato ed equilibrato e la manovra è eseguita correttamente, la virata riesce quasi sempre. In ogni caso, quando si deve virare per evitare un ostacolo, per esempio degli scogli sottovento, è prudente prendere un margine di sicurezza, per il caso che la manovra fallisca.

Quando poi le condizioni sono davvero proibitive per la riuscita della virata in prua, per esempio con vento forte ed onde ripide che fermano la barca, non bisogna perdersi d'animo: si poggia, e, anche ammainando temporaneamente la maestra se la situazione lo richiede, si vira in poppa e si riorza sulle nuove mure.

 
 
   
 
 
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